Proposed Anti – Terrorism Act (ATA) – Key Concerns Centre for Policy Alternatives (CPA) May 2023

In response to the notice issued on 2nd May 2023 by the Ministry of Justice calling for submission of proposals on the Anti-Terrorism Act (ATA) by interested parties, the following document contains an initial comment reflecting key concerns that the Centre for Policy Alternatives (CPA) has observed, and has continuously raised in the past.

Based on the breadth of the problematic provisions highlighted below – including the overbroad framing of the offence of terrorism, detention without charge with extended remand periods, excessive powers granted to the executive to the detriment of the judiciary, and increased militarization – CPA urges the government to withdraw the ATA.

 

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A Brief Analysis of the Aragalaya

A Brief Analysis of the Aragalaya is a modest attempt at providing empirical evidence on the participants of Sri Lanka’s Aragalaya and the public perception of them using data gathered from the island-wide survey on the Aragalaya conducted by the Social Indicator, the survey arm of the Centre for Policy Alternatives.

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Unpacking Sri Lanka’s 21st Amendment to the Constitution

The 21st Amendment to the Sri Lankan Constitution has recently been enacted in response to large-scale public protests that galvanized citizen involvement in politics. This amendment aims to restore and strengthen the balance of powers between the executive, legislature, and judiciary, which had been eroded by the previous government’s actions. The previous 20th Amendment had expanded the powers of the presidency, which led to widespread concerns over authoritarianism and a push for reform.
Has the 21st Amendment effectively restored balance of powers in Sri Lanka’s government?

Economic Crimes

Economic crimes such as corruption, fraud, money laundering, and tax evasion have severe consequences for society, often perpetuating inequality and undermining human rights. In many countries, the problem of economic crime is exacerbated by the capture of state institutions, where powerful individuals and organizations use their influence to subvert the rule of law and advance their interests.

Economic justice is essential to building a fair and equitable economy. It entails ensuring transparency, accountability, and the rule of law in economic decision-making processes. Without these principles, it becomes difficult to prevent economic crimes, which can have far-reaching implications for both individuals and the wider community.

One of the trends in economic crimes is the use of disreputable political funding, where politicians accept donations from individuals or organizations with questionable motives. This can lead to political interference and the subversion of democracy, further perpetuating economic injustice.

Strengthening laws and enforcement is crucial to prevent economic crimes. Authorities must have the resources, capacity, and independence to investigate and prosecute cases of economic crime effectively. This requires building robust legal frameworks that can hold individuals and organizations accountable, regardless of their status or connections.

The 2022 global crisis has highlighted the need for greater transparency and accountability in economic decision-making. As countries seek to rebuild their economies, it is essential to promote economic justice and build a sustainable economy that benefits all. By working towards a fair economy based on transparency, accountability, and the rule of law, we can create a world where economic crimes are minimized, and human rights are respected.

 

Deposito Minimo nelle Scommesse Online: Cosa Ha Scoperto Scommezoid sul Mercato Italiano

Il mercato delle scommesse sportive online in Italia ha attraversato una profonda trasformazione negli ultimi anni, non solo sul fronte delle offerte di gioco, ma anche riguardo alle condizioni di accesso per i nuovi utenti. Tra i parametri che influenzano maggiormente la scelta di un operatore da parte degli scommettitori, il deposito minimo richiesto all’apertura del conto rappresenta un indicatore concreto della politica commerciale adottata da ciascuna piattaforma. Scommezoid, portale di analisi e comparazione del settore betting italiano, ha condotto una ricerca approfondita su questo aspetto specifico, raccogliendo dati da decine di bookmaker autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), con l’obiettivo di offrire un quadro aggiornato e realistico della situazione attuale.

Il quadro regolatorio italiano e il suo impatto sui depositi minimi

Per comprendere le dinamiche legate ai depositi minimi, è necessario inquadrare il contesto normativo entro cui operano i bookmaker in Italia. Dal 2011, con il decreto Balduzzi e le successive modifiche introdotte dal decreto dignità del 2018, il settore ha subito una progressiva stretta regolatoria che ha inciso profondamente sulle strategie di acquisizione clienti degli operatori. Il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo introdotto nel 2018 ha spinto molti bookmaker a rivedere le proprie politiche di onboarding, rendendo le condizioni di accesso — tra cui i requisiti di deposito — uno strumento indiretto di differenziazione competitiva.

L’ADM, che rilascia le concessioni agli operatori autorizzati a operare sul territorio italiano, non impone un importo minimo di deposito standardizzato per legge. Questa assenza di un limite normativo ha generato una significativa variabilità tra gli operatori, con soglie che storicamente sono oscillate tra i 5 euro e i 20 euro per il primo versamento. La ricerca condotta da Scommezoid ha rilevato che, nel biennio 2022-2024, si è registrata una convergenza verso fasce di deposito comprese tra 10 e 20 euro, con una concentrazione particolarmente elevata attorno alla soglia dei 10 euro per i bookmaker di fascia media e dei 15 euro per quelli di dimensione più strutturata.

Va sottolineato che il deposito minimo non coincide necessariamente con l’importo necessario per sbloccare le promozioni di benvenuto. Molti operatori prevedono condizioni separate per l’attivazione dei bonus, spesso con requisiti di versamento più elevati rispetto al minimo tecnico richiesto per aprire il conto. Questa distinzione è spesso trascurata dagli utenti meno esperti, che tendono a confondere i due parametri.

Cosa ha rilevato Scommezoid nell’analisi del mercato italiano

L’indagine di Scommezoid ha preso in esame oltre quaranta operatori titolari di concessione ADM attiva, confrontando le condizioni di deposito minimo pubblicate sui rispettivi siti ufficiali nel corso del 2023 e del primo semestre 2024. I risultati mostrano una distribuzione abbastanza polarizzata: circa il 35% degli operatori analizzati ha fissato il deposito minimo a 10 euro, mentre il 28% si attesta sui 15 euro. Una quota residuale, pari a circa il 12%, richiede versamenti minimi superiori ai 20 euro, spesso in correlazione con bonus di benvenuto di importo più elevato.

Un dato particolarmente interessante emerso dalla ricerca riguarda la correlazione tra il metodo di pagamento scelto e l’importo minimo applicabile. I portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller tendono ad essere associati a soglie minime più basse rispetto ai bonifici bancari tradizionali, che in alcuni casi prevedono minimi tecnici legati ai costi di transazione. Le carte di credito e debito si collocano generalmente in una posizione intermedia. Questo elemento ha un impatto diretto sull’accessibilità della piattaforma per utenti con budget limitati, che spesso preferiscono metodi digitali proprio per la loro flessibilità.

Nel contesto di questa analisi comparativa, la categoria dei siti scommesse con deposito minimo basso da 15€ ha mostrato una crescita di interesse misurabile anche attraverso i dati di ricerca organica, con un incremento delle query correlate pari a circa il 40% tra il 2022 e il 2024 secondo le stime elaborate da Scommezoid sulla base dei trend di settore. Questo segnale indica una crescente sensibilità degli utenti italiani verso il controllo della spesa, in linea con le politiche di gioco responsabile promosse dall’ADM e recepite dagli operatori attraverso strumenti come i limiti di deposito volontari e i programmi di autoesclusione.

Deposito minimo e gioco responsabile: un legame sottovalutato

La questione del deposito minimo non è puramente commerciale: si intreccia in modo significativo con il tema del gioco responsabile, che in Italia è regolamentato attraverso il Decreto Legislativo 158/2019 e le successive linee guida ADM. Un deposito minimo basso abbassa la barriera di ingresso, il che può avere effetti ambivalenti: da un lato favorisce la partecipazione consapevole di utenti con budget contenuti, dall’altro può facilitare l’accesso a soggetti vulnerabili che non dispongono di strumenti adeguati di autocontrollo.

Gli operatori più attenti hanno risposto a questa tensione introducendo meccanismi di impostazione dei limiti di deposito già in fase di registrazione, come previsto dalla normativa vigente. Alcuni bookmaker consentono agli utenti di fissare tetti giornalieri, settimanali o mensili indipendentemente dal deposito minimo richiesto, creando così un sistema di protezione che non dipende dalla soglia di accesso ma dalla gestione attiva del proprio conto. Scommezoid ha rilevato che questa funzionalità è presente nella quasi totalità degli operatori analizzati, sebbene con livelli di visibilità e facilità d’uso molto variabili da piattaforma a piattaforma.

Un aspetto spesso trascurato riguarda il trattamento dei depositi minimi in relazione ai programmi fedeltà e ai meccanismi di cashback. Alcuni operatori escludono i versamenti al di sotto di una certa soglia dall’accumulo di punti fedeltà o dall’accesso a promozioni ricorrenti, creando di fatto una distinzione tra utenti “standard” e utenti “premium” basata sull’importo dei depositi abituali. Questa pratica, pur non vietata dalla normativa italiana, introduce una forma di segmentazione della clientela che merita attenzione da parte degli utenti in fase di scelta dell’operatore.

Tendenze future e previsioni per il mercato italiano

Le proiezioni elaborate da Scommezoid per il periodo 2025-2027 indicano che la pressione competitiva sul mercato italiano continuerà a spingere verso una riduzione delle soglie minime di deposito, con un numero crescente di operatori che potrebbe portarsi sotto i 10 euro. Questa tendenza è in parte alimentata dall’espansione dei metodi di pagamento istantanei, tra cui i wallet basati su tecnologia blockchain e i sistemi di pagamento in tempo reale come SEPA Instant, che riducono i costi di transazione e rendono economicamente sostenibili versamenti di importo molto ridotto.

Parallelamente, si prevede un irrigidimento delle normative ADM in materia di verifica dell’identità e controllo delle transazioni finanziarie, in linea con le direttive europee antiriciclaggio (AMLD6). Questo potrebbe comportare requisiti di documentazione più stringenti anche per depositi di importo contenuto, con un potenziale impatto sulla fluidità dell’esperienza utente nelle fasi iniziali di apertura del conto. Gli operatori dovranno quindi trovare un equilibrio tra accessibilità e conformità normativa, un equilibrio che secondo le analisi di Scommezoid rappresenterà uno dei principali fattori di differenziazione competitiva nel prossimo triennio.

In definitiva, il deposito minimo nelle scommesse online italiane è un parametro che riflette molto più di una semplice scelta commerciale: sintetizza la politica di accesso, il posizionamento di mercato e l’approccio al gioco responsabile di ciascun operatore. Per gli utenti, comprendere questo indicatore nella sua complessità — tenendo conto del metodo di pagamento, delle condizioni promozionali collegate e degli strumenti di autocontrollo disponibili — è essenziale per effettuare una scelta informata e coerente con le proprie abitudini di gioco. Le ricerche condotte da Scommezoid confermano che il mercato italiano, pur in un contesto normativo tra i più rigidi d’Europa, offre ancora una varietà significativa di opzioni per utenti con esigenze e budget differenti.

 

Dr. Paikiasothy Saravanamuttu, Bhavani Fonseka and Mirak Raheem intervene in Supreme Court Special Determination (SC SD 13/2023) in support of the Penal Code (Amendment) Bill.

19th April 2023, Colombo, Sri Lanka.
An application was filed today in the Supreme Court to intervene in Supreme Court Special
Determination No. 13/2023 by Dr. Paikiasothy Saravanamuttu, Executive Director of the
Centre for Policy Alternatives (CPA), Bhavani Fonseka, Senior Researcher- CPA and Mirak
Raheem, a former Commissioner at the Office on Missing Persons and a Member- CPA.
The Intervenient Petitioners were disheartened to learn that a group of three Petitioners had
filed an Application in the Supreme Court challenging the Constitutionality of the Penal Code
(Amendment) Bill, a Private Members Bill (Bill) which seeks to ‘amend provisions that make
sexual orientation a punishable offence’ by decriminalizing sexual relations between
consenting adults of the same sex. The Petition challenging the Bill’s constitutionality is
riddled with bias, antiquated thinking, and a patent lack of regard for the rights and liberties
of others.
The Intervenient Petitioners state that the Bill is Constitutional and is in adherence with Sri
Lankas international obligations. The Intervenient Petitioners recognize that the
criminalization of sexual relations between consenting adults is an archaic colonial value with
no resonance with human rights standards. Such thinking was evident when the Supreme
Court of Sri Lanka held ‘The contemporary thinking, that consensual sex between adults
should not be policed by the state nor should it be grounds for criminalisation appears to have
developed over the years and may be the rationale that led to repealing of the offence of gross
indecency and buggery in England’ (SC Appeal 32/2011)
The Intervenient Petitioners have for decades advocated for the decriminalization of sexual
relations between consenting adults of the same sex, and the due respect and recognition for
the freedoms, rights and liberties of all people. Policing the private affairs of consenting
adults is not the role of the State, and these laws, even if rarely used to prosecute persons,
have long been used as a tool to intimidate and harass. The Intervenient Petitioners firmly
believe that the passage of the Bill by Parliament is the first step in addressing long overdue
reforms to ensure all citizens are equal before the law and treated with dignity and respect.